Vi siete mai persi all’interno di un labirinto?

“All’interno del Labirinto l’uomo perde l’orientamento ed è destinato a smarrirsi e l’unico modo per ritrovare la via d’uscita è ricorrere all’uso della ragione, suggerita dalla rigorosa geometria.”

Il Labirinto è sia un elemento architettonico che figurativo a cui è legata una storia millenaria, che partendo dal mito del labirinto di Cnosso e del minotauro, si svilupperà in forme diverse, acquisendo un significato sempre più complesso e spesso esoterico.

La sua forma è un disegno geometrico che quasi cinquemila anni fa inizio a diffondersi dal mediterraneo in tutto il mondo, dal Perù all’India, fino alla Cina.

In Europa verrà spesso impiegato nelle raffigurazioni pittoriche ed in seguito sarà spesso presente nelle pavimentazioni delle cattedrali gotiche, per poi trovare ampia collocazione all’interno dei Giardini, in forma tridimensionale.

Il Labirinto, chiamato anche palazzo Dedalo, dal nome dell’architetto che progetto quello di Minosse è legato al mito del Minotauro e racconta di Teseo e di come riuscì ad introdursi al suo interno, abbattendo il mostro e poi ad uscirne grazie al filo di Arianna.

In realtà quello cretese è un Labirinto unicursale, poiché caratterizzato da un unico percorso d’ingresso e d’uscita, privo di scorciatoie, per cui l’impresa tanto celebrata, ha un significato esclusivamente simbolico, in cui il filo non serviva per ritrovare la strada ma rappresentava una condotta morale da seguire, un metodo da adottare, giunto per mano della donna amata, che ancora una volta celebra il sentimento dell’Amore, capace di far acquisire virtù e coraggio, necessari per affrontare le difficoltà e per la ricerca della conoscenza e della verità.

Pare che l’antica legenda di Cnosso (Periodo Cretese-Minoico 2500-1100 a.C.) debba la sua origine alla configurazione labirintica della città/palazzo di Minosse, caratterizzata da una complessa sequenza di stanze, di cui alcune riservate al Minotauro; mentre altre ipotesi sostengono che il labirinto, dimora del mostro, era una caverna ipogea.

“Nel labirinto non ci si perde
Nel labirinto ci si trova
Nel labirinto non si incontra il Minotauro
Nel labirinto si incontra se stessi”
H. Kern

Al Labirinto è legato un mondo complesso, antico e misterioso, quasi magico che nel tempo è riuscito a mantenere vivo il proprio valore simbolico, gelosamente custodito e degno di essere celebrato all’interno dei Giardini.

In epoca Rinascimentale il labirinto verrà ampiamente utilizzato all’interno dei Giardini, acquisendo di volta in volta forme circolari o quadrate e conservando il suo valore simbolico, che lo vedrà protagonista all’interno dei percorsi iniziatici.

Nei Giardini imperiali d’Europa il Labirinto, inserito per impressionare, acquisisce un valore sempre più decorativo divenendo anche un luogo di gioco e svago, in cui è possibile nascondersi ed intrattenersi con gli ospiti.

In realtà il labirinto non nasce come dimora di un mostro, poiché esiste un labirinto ancora più antico di quello di Cnosso.

Da dove deriva allora la sua forma? E soprattutto quale era la sua funzione originale? Che ruolo aveva nelle cattedrali gotiche?

Questo e molto altro sarà svelato nel mio libro, sul simbolismo dei Giardini dell’Antichità, prossimamente in uscita.

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