Concorso internazionale: Istanbul Disaster Prevention & Education Center

"L’Istanbul Disaster Prevention and Education Centre è un luogo destinato ad ampliare le conoscenze dell’evento sismico di cui, attraverso sistemi costruttivi specifici ed innovativi è possibile attenuare gli effetti disastrosi, al fine di trasmettere alla popolazione, una diversa capacità di affrontare eventuali sismi futuri, con l’informazione e la formazione. "

RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL PROGETTO

L’idea progettuale per l’Istanbul Disaster Prevention and Education Centre trova origine negli effetti prodotti dal fenomeno sismico. Un evento catastrofico e devastante, capace di creare dramma e distruzione; nonché generatore di nuove composizioni architettoniche, intese come, sconvolgimenti strutturali, forme che si trasformano, sprofondamenti e rotazioni di volumi che acquisiscono angolazioni diverse e dinamicità spaziali che s’intercettano visivamente. Da ciò l’esigenza di voler esprimere una nuova vita che nasce dalle macerie, con nuove forme, creando un luogo dalla forte riconoscibilità. L’Istanbul Disaster Prevention and Education Centre è un luogo destinato ad ampliare le conoscenze dell’evento sismico di cui, attraverso sistemi costruttivi specifici ed innovativi è possibile attenuare gli effetti disastrosi, al fine di trasmettere alla popolazione, una diversa capacità di affrontare eventuali sismi futuri, con l’informazione e la formazione. La soluzione presenta una prevalenza di forme coniche, difficilmente utilizzate nell’architettura occidentale ma presenti nella cultura turca, che come petali di un fiore, sembrano emergere dal terreno, sbocciando a contatto con la luce solare e irrorandosi di nuova linfa vitale; una composizione di forme diverse che si incastrano attorno ad un cono rovescio centrale, dove si trova l’ingresso principale, e ruotando e sviluppandosi intorno ad esso, anima della composizione, si distribuiscono le varie attività e funzioni. Una complessità strutturale, abilmente risolta con l’uso di materiali altamente tecnologici, che permettono di superare difficoltà strutturali, proiettando nel futuro l’intero complesso.

Oltre al cono rovescio centrale, fulcro distributivo che consente l’accesso agli altri corpi, il progetto si compone di altri volumi inclinati o rovesci e decentrati. All’esterno, ad ovest, è stato posizionato il parcheggio, mentre ad est, opposta al parcheggio, si trova la foresta energetica.

Il piano primo del cono rovescio è una piattaforma sospesa, che alloggia la biblioteca multimediale, accessibile dal corpo scala e ascensori. Sopra la biblioteca, una seconda piattaforma, ospita il bar ed il ristorante.

Il soffitto vetrato consente di far filtrare la luce su tutti e tre i piani, creando una suggestione spaziale, amplificata nelle ore notturne dalla proiezione, verso il cielo, di fasci di luce in direzioni diverse. Dal cono centrale traspare il senso di drammaticità prodotta dall’incastro dei vari volumi e dagli effetti di luce.

SISTEMAZIONE ESTERNA

La sistemazione esterna è pensata come esplosione di elementi dinamici lineari e sfalzati tra loro, alternati a specchi d’acqua e con finiture diverse, in cui si trovano aiuole a prato ed altre che accolgono siepi di specie aromatiche aventi altezze e colori diversi, su cui si inseriscono filari alberati di specie autoctone, di differenti colorazioni, capaci di creare, durante i diversi cicli stagionali, cromatismi suggestivi. In contrasto con le assialità delle aiuole verdi, si distribuiscono percorsi sinuosi pedonali, all’interno dell’area, che consentono l’accesso alle diverse parti del giardino.

La presenza di panchine ubicate lungo le aiuole verdi e l’illuminazione notturna permettono di godere del suggestivo spettacolo serale, amplificato dai fasci luminosi proiettati dal cono rovescio d’ingresso, che rendono questa presenza accattivante e percepibile a grande distanza.

 

ALTRE ATTIVITA’ TECNICHE

Dal cono centrale, proseguendo verso est, s’incontra il corpo che ospita le attività tecniche, composto di volumi in cemento armato, chiusi e traslati, che come scatole ospitanti varie spazialità, scorrono l’una nell’altra quasi a far percepire il senso del movimento, avvolte da una copertura trasparente, una teca vetrata, che consente di fare filtrare la luce solare ed illumina le varie parti distributive.

Il primo cono accoglie al piano terra una zona espositiva a tutt’altezza, il planetarium, posizionato in parte all’interno e in parte fuoriuscente dal cono e un corridoio distributivo, che consente l’accesso alle attività presenti nel secondo cono.

Il secondo cono è direttamente collegato al primo e contiene, al piano terra, le sale multimediali, la sala 4d ed i servizi e al piano primo l’auditorium.

Il cubo inclinato alloggia al piano terra un asilo nido ed ai piani superiori uffici. Sia dal profilo, che dalla facciata vetrata è visibile l’immagine di un cubo prossimo al crollo. Tale inclinazione serve, non solo per creare una suggestione visiva, ma anche ad impedire l’accesso diretto dei raggi solari, evitando un surriscaldamento dei locali.

Ad ovest, il fabbricato destinato al parcheggio è caratterizzato da una forma a parallelepipedo inclinato, quasi a far pensare ad un corpo sprofondato nel terreno. La copertura è un tetto giardino che diventa una terrazza percorribile, da cui si sviluppa una passerella che collega il Centro alla città.

A est, opposta al parcheggio, si trova la foresta energetica, composta di parallelepipedi in cemento armato, di altezze diverse che sembrano emergere dal terreno come roccia magmatica, creando una scogliera frastagliata. Sulla sommità di questi elementi, si dispongono alternati, pale eoliche e pali con pannelli fotovoltaici, quasi a simboleggiare alberi pietrificati, capaci di generare energia.

Al loro interno, sono ubicati i locali tecnici degli impianti e altri depositi come quello contenente le attrezzature per la manutenzione del giardino.

I parallelepipedi presentano all’esterno finiture con colorazioni alternate, rievocanti l’immagine delle vetrate delle moschee locali.

Team di lavoro: Arch. Massimo Fusco, Arch. Caterina Angela Contu, Arch. Olano Juan Camilo, Arch. A. Santucci

 

Arch & Garden

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