Camini e torri del vento: il fascino di soluzioni ingegnose in terre ostili

Sfruttando le proprietà del vento e del moto dell’aria è possibile creare ambienti areati e freschi, anche in territori arsi dal sole.

Esistono architetture dell’antichità che hanno tramandato nel tempo soluzioni ingegnose, capaci di creare ambienti confortevoli anche in condizioni climatiche difficili. Soluzioni oggi di Bioclimatica, ma che un tempo appartenevano ad un modo sapiente di realizzare gli edifici.

Anni fa, per una serie fortuita di eventi e coincidenze, mi occupai dell’architettura iraniana e scoprii il valore di questa cultura lontana, raffinata ed affascinate. L’antica Persia è una terra in cui un tempo furono ambientate le più belle favole orientali, di sultani e principesse, come “Le mille e una notte” e in cui ebbero origine le prime forme di Giardini.

Oggi è difficile guardare come esempio a questo paese, ma le torri del vento rappresentano ancora, una delle migliori soluzioni per il raffrescamento naturale degli edifici e un patrimonio importante per la storia dell’architettura. Fu proprio a seguito di questi studi che decisi di dedicarmi alla Bioarchitettura ed iniziai i primi corsi di specializzazione.

“Ci sono esempi che dimostrano che per andare incontro al futuro è necessario tornare al passato”

Ma cosa sono gli “acchiappavento” o TORRI DEL VENTO O BAUD GEERS?

Sono soluzioni architettoniche che consentono al flusso dell’aria di muoversi creando risucchi di aria calda verso l’alto e di rinfrescare gli ambienti delle abitazioni.

L’uso delle superfici voltate può essere migliorato con l’inserimento di una calotta. Un sistema più efficace per raffreddare l’aria consiste nell’accoppiare più torri del vento con una cisterna d’acqua.

Ecco come raffreddare gli ambienti d’estate sfruttando il sistema delle torri del vento.

Durante la notte la torre si raffredda, creando la premessa per avviare il ciclo del vento artificiale: l’aria calda del giorno, a contatto con questo corpo di temperatura più bassa, si raffredda, diventa più densa e scende verso il basso entrando nell’edificio (l’eventuale presenza di vento accelera il fenomeno). Durante questo processo la torre si riscalda e il calore viene ceduto all’aria di notte, creando una corrente ascendente.

Il malqaf o camino del vento

Il Malqaf si presenta come un vero e proprio camino; un elemento verticale che viene fuori dall’edificio, orientato verso la direzione principale da cui arriva il vento. Esso cattura l’aria fresca e la incanala in basso all’interno delle stanze. Più il camino è stretto, maggiore è lo scambio di temperatura tra l’aria in ingresso e le pareti.

Dunque se fa molto caldo il Malqaf deve essere piccolo. L’effetto può essere amplificato facendo passare le correnti provenienti dagli sbocchi del Malqaf sopra una fontana o un bacino d’acqua, per aumentare l’umidità. Se questo sistema non è sufficiente, si possono sospendere all’interno del camino delle stuoie bagnate, ciò consente di filtrare la sabbia ed il pulviscolo portati dal vento. Un altro schema alternativo è quello costituito da pannelli di carbone di legna umidi, inseriti all’interno dei camini, su appositi supporti.

Nel palazzo reale di Amber Fort in India, una stanza è attraversata da un corso d’acqua incorniciato da due bande di pietra intagliata da cui fuoriesce aria fredda proveniente dalle cantine del palazzo.

Anche in epoca rinascimentale vennero realizzate delle ville che possedevano grandi cavità sotterranee dette “covoli” dalla quale proveniva aria fredda. I covoli erano in parte naturali in parte artificiali, localizzati dentro le colline. L’aria calda che entrava nei covoli, dalle aperture in alto, si raffreddava e fuoriusciva dalle aperture più basse.

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