[GIARDINI DA VISITARE] Villa Lante a Bagnaia

Villa Lante a Bagnaia

Un’incantevole Giardino dal fascino eterno, domina il piccolo borgo di Bagnaia frazione di Viterbo, in Tuscia.

Questo Giardino è una composizione meravigliosa che si struttura lungo un’asse centrale, in cui, a quote diverse, si susseguono siepi labirintiche, vasche d’acqua, catene di cascatelle e grotte, una sequenza emozionale di luoghi, forme, suoni, capaci di rievocare gli sfarzi di epoche passate e che hanno mantenuto, nel tempo, integra la loro bellezza.

Le ville ed i palazzi, disseminati nel territorio della Tuscia viterbese, vennero realizzati per volere di potenti esponenti del clero e nobili, che scelsero questo territorio per realizzare la loro residenza estiva. La costruzione di Villa Lante risale al 1533-1587 e, dovuta inizialmente al cardinale Ridolfi, venne completata dal cardinale Gambara.

A differenze di altri Giardini, lungo l’asse compositivo di simmetria non si trova la villa, che in questo caso si compone di due edifici, ma prosegue lo sviluppo del Giardino, che domina l’intera composizione lasciando agli edifici solo un ruolo marginale.

Il labirinto di bosso accoglie il visitatore, fino a condurlo all’isola centrale posta all’interno di una vasca, divisa in quattro settori, con al centro quattro figure di fanciulli che sorreggono una stella. Tale suddivisione richiama lo chahar-bag del giardino persiano, ossia un modello geometrico a quattro che prevedeva uno schema in cui assi rettilinei e perpendicolari, creavano una suddivisione dell’area in multipli di quattro. Tale simbolismo è legato alle scritture religiose, in cui l’acqua risulta l’elemento dominante della composizione.

Spruzzi e zampilli d’acqua animano la composizione dell’isola, mentre quattro galee navigano nella vasca. Il resto del giardino si sviluppa su quote terrazzate e mano a mano che si sale, non dimenticate di voltarvi indietro, ammirando il giardino ed il labirinto dall’alto.

Nella prima terrazza è presente una scenografica fontana, composta da sezioni circolari e animata da divertenti spruzzi d’acqua, inserita tra meravigliose fioriture di camelie. L’acqua continua ad essere una presenza fondamentale, simbolo di purezza e di vita, ma anche elemento con cui creare effetti ludici capaci di sorprendere ed affascinare.

Proseguendo si arriva ad un'altra terrazza in cui, tra aiuole di bosso, si inserisce un enorme tavolo in peperino, caratterizzato dalla presenza di una lama d’acqua centrale, realizzata attraverso la creazione di un taglio sul tavolo ed un ingegnoso sistema idrico, con cui si crea un circuito continuo. Questa creativa invenzione consentiva di mantenere al fresco frutta, verdure e bevande, durante la bella stagione, quando, il giardino si animava di feste e banchetti e la tavola imbandita si attorniava di ospiti.

Infatti mentre le cene ed i pranzi, di gala, si allestivano all’interno delle sontuose sale dei palazzi, gli incontri conviviali informali avvenivano all’aperto, in giardino. Insomma una sorta di analogia con l’aperitivo-cena dei nostri giorni, ma già ampiamente in uso secoli fa. Alle spalle del tavolo si trova la fontana dedicata alle divinità fluviali, che rappresenta la personificazione dei due fiumi della Tuscia, l’Arno e il Tevere.

Alle spalle della fontana, un sistema di doppie scale immette nel terrazzamento superiore, disposto in pendenza e con al centro la bellissima cordonata d’acqua, adornata di conchiglie, che funge da raccordo tra la fontana superiore dei delfini e quella dei giganti sottostante, una soluzione che consente all’acqua di scorrere lentamente, grazie all’inserimento di piccole cascatelle, che producono suoni e scroscio suggestivi.

L’acqua della cordonata sgorga dalle chele di un gambero, collocato al vertice, che rappresenta l’emblema del Cardinale Gambara, committente dell’opera. Rivolgendo un ulteriore sguardo al giardino sottostante è possibile osservare la perfetta composizione assiale su cui si strutturano gli elementi inseriti.

La Fontana dei Delfini superiore, presenta una forma ottagonale a cui è legato il significato simbolico della trasformazione e della rinascita. La composizione termina con due logge a serliana che accolgono la fontana del diluvio centrale, che appare con sembianze di grotta, da cui ha origine l’intera composizione dell’acqua. Percorrendo il giardino è interessante notare come si verifichi una sorta di trasformazione della vegetazione, che inizialmente modellata secondo l’Ars topiaria, nel labirinto, acquisisce sembianze sempre più naturali, mano a mano che si arriva alla Fontana del Diluvio, dove le siepi cedono il posto a platani secolari del bosco. Dall’ultima terrazza è possibile osservare il giardino, una volta in più, così come durante tutto il percorso, cogliendo appieno la straordinaria bellezza di questo luogo.

La sequenza degli elementi descritti e incontrati durante il viaggio di visita, ha il preciso scopo di suscitare una serie di componenti emozionali, che vanno metaforicamente dal senso di smarrimento prodotto dal labirinto, fino alla conquista della vetta, la parte più alta del giardino in cui, la visione completa genera una sensazione appagante, ma anche di trasformazione, come simboleggiato dall’ottagono della Fontana dei Delfini.

Molti degli elementi e concetti descritti, vengono trattati ampiamente nel mio libro, prossimamente in uscita, sul simbolismo dei Giardini Rinascimentali.


INFORMAZIONI

La Villa è aperta da Martedì a Domenica, gli orari variano in base alla stagione. Il biglietto di ingresso intero ha un costo di € 5,00 mentre è gratuito la prima Domenica del mese
Indirizzo: Via Jacopo Barozzi, 71 01100 località Bagnaia, Viterbo Sito web: www.polomusealelazio.beniculturali.it Telefono: 0761 288008 Facebook: www.facebook.com/VillaLante/

Tags: giardini da visitare

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