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Caterina Angela Contu

Sono un architetto specializzato nella progettazione di Giardini Emozionali e fondatrice di Arch & Garden.

E' una competenza che ho acquisito in anni di studi, specializzazioni e ricerca, dopo anni dedicati alla progettazione architettonica pubblica e privata e alla Bioedilizia.

Da oltre vent'anni progetto giardini e paesaggi creando luoghi unici e identitari, capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici, di valorizzare l'architettura e di migliorare la qualità della vita.

Nel tempo ho sviluppato i Giardini Emozionali, un linguaggio progettuale originale che integra estetica, funzionalità, botanica e storia dell'Arte dei Giardini per creare spazi esterni sostenibili e luoghi da vivere durante tutto l'anno.


I Giardini Emozionali sono composizioni simboliche di rappresentanza

Oggi progettare il verde significa rispondere a sfide sempre più complesse. Le temperature estreme, la gestione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità e i nuovi bisogni collettivi richiedono competenze trasversali e soluzioni progettuali concrete.

Ho realizzato il mio primo giardino a Dakar, in Senegal, nel 2006. Un progetto che mi ha portato a confrontarmi con un clima estremo e con un contesto culturale e paesaggistico completamente diverso, stimolando la ricerca di nuove soluzioni. Un'esperienza che ha cambiato il mio modo di osservare il paesaggio e ha contribuito all'evoluzione del mio metodo di lavoro.

Da allora ho realizzato giardini in Toscana e Sardegna, tra Versilia, Punta Ala, Ansedonia, Capalbio, Siena, Mugello, Orbetello, Grosseto, Scansano, Livorno, Bolgheri, Monteverdi Marittimo e Dorgali, continuando a sviluppare un metodo progettuale che oggi rappresenta il cuore del mio lavoro.

Ricerca, pubblicazioni e attività divulgativa

Accanto alla progettazione porto avanti da anni un'attività di ricerca e divulgazione attraverso documentari televisivi, convegni, corsi di formazione e pubblicazioni, dedicati al paesaggio e all'Arte dei Giardini.

Nel 2017 sono stata scelta dalla produzione giapponese Nexus Inc. per il documentario I Giganti dell'Arte, trasmesso da TV Tokyo, dedicato a Villa d'Este, per raccontare la storia dei Giardini Rinascimentali e il loro significato simbolico.

Ho partecipato come relatrice a convegni sul verde urbano, sulla forestazione e pianificazione del paesaggio, collaborando con enti e istituzioni sui temi della rigenerazione degli spazi aperti.

Sono stata docente alla Summer School OCRA di Montalcino e in diversi corsi di formazione dedicati alla progettazione del verde.

Le mie pubblicazioni raccontano il percorso di ricerca che ha portato alla nascita dei Giardini Emozionali e approfondiscono il contributo del verde alla qualità della vita, alla resilienza climatica e al consolidamento del paesaggio.

Ascoltare. Comprendere. Emozionarsi. Valorizzare.

"Ogni progetto inizia quando entro in relazione con il luogo. Ho bisogno di percorrerlo, osservarlo ed emozionarmi. Allo stesso modo, ascolto le persone che lo vivranno, i loro desideri, le loro esigenze e il modo in cui immaginano quello spazio. Dall'incontro tra il luogo e le persone prende avvio il processo creativo: idee, immagini e connessioni iniziano ad affiorare spontaneamente, fino a quando l'idea progettuale prende forma."

Dalle esperienze alla ricerca: la nascita dei Giardini Emozionali

Sono nata e cresciuta in Sardegna, in un territorio straordinario dove il paesaggio è parte della vita quotidiana.

Mi sono laureata in Architettura nel 2002 a Roma con una tesi dedicata alla progettazione paesaggistica. Dopo l’esperienza professionale tra Roma e Firenze, dove mi sono specializzata in bioarchitettura, lavorando in vari studi su lavori pubblici e privati, ho scelto di dedicarmi interamente al paesaggio.

Dal 2006 progetto giardini a cui ho affiancato un percorso di studi e ricerche sul restauro del giardino storico e sulla progettazione del verde, approfondendo la storia dell'Arte dei Giardini, la botanica e il paesaggio mediterraneo.

La realizzazione del primo giardino in Africa nel 2006 ha rappresentato un passaggio fondamentale del mio percorso. Da quell'esperienza ho sviluppato un nuovo modo di osservare il paesaggio, approfondendo il rapporto tra natura, clima e botanica.

Nel 2010 ho avviato una ricerca sull'architettura templare, sui giardini dell'antichità e sul loro linguaggio simbolico, approfondendo il ruolo della geometria, dell'acqua e degli altri elementi compositivi nella creazione di percorsi di esperienza e trasformazione,

Da queste ricerche è nato il linguaggio dei Giardini Emozionali: un nuovo modo di interpretare il paesaggio attraverso giardini unici, capaci di custodire l'eredità storica reinterpretandola attraverso forme dinamiche e contemporanee.

Nel 2016 ho fondato Arch & Garden, lo studio attraverso cui porto avanti il linguaggio progettuale dei Giardini Emozionali, con l'obiettivo di creare paesaggi autentici, sostenibili e identitari, capaci di favorire una relazione più profonda tra persone e Natura e generare nuove forme di benessere.

Un metodo progettuale che valorizza l'identità dei luoghi

Ogni luogo possiede caratteristiche uniche da valorizzare.

Il mio approccio consiste nell'interpretare la Natura e tradurne i valori attraverso un progetto capace di esaltarne l'identità.

Ogni Giardino Emozionale nasce dall'ascolto del luogo e delle persone e da un'attenta lettura delle caratteristiche ambientali.

La morfologia del terreno, il clima, le specie botaniche, i materiali, il ruolo dell'acqua e il modo in cui quello spazio verrà vissuto, diventano gli elementi di una composizione unica, pensata per valorizzare ciò che rende ogni luogo irripetibile.

Il viaggio come fonte di conoscenza e ispirazione compositiva

Il viaggio è parte integrante del mio lavoro. Negli anni ho visitato giardini storici, orti botanici e paesaggi in Europa, Africa, Asia e Caraibi, osservando come culture diverse abbiano interpretato il rapporto tra uomo e natura.

Ogni luogo visitato diventa parte del mio bagaglio progettuale e fonte continua di ispirazione.

"Per me fare l’Architetto oggi significa continuare a crescere e sperimentare nuovi approcci compositivi. Solo attraverso la passione è possibile coltivare conoscenze e metodologie, guardando al futuro ed attingendo dal passato storico, in una continua ricerca di innovazione e crescita.

L’obiettivo è fondere creatività e funzionalità, ideando soluzioni compositive innovative, uniche ed identitarie.”